Dall’altra parte. Raccolta di lettere e scritti di donne in carcere

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Le parole che seguono vengono da quella parte.
Parole che spero possano apportare alle riflessioni che tante di noi stanno facendo sul carcere femminile. Un pretesto per riflettere sui nostri orizzonti limitati e guardare dall’altra parte… Oltre. Cercando di costruire una riflessione ampia su questo mondo e le sue forme di oppressione e repressione. Inoltre la possibilità di far circolare le parole delle compagne, che lontane dai nostri schermi, restano troppo spesso inudite dalle nostre parti. Perché le parole, come le scintille nel vento trovino ciò che ormai secco è pronto per bruciare.

Salute trans. Una guida erboristica e nutrizionale per la transizione di genere

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Ci sono molte questioni di salute che sono specifiche della transizione di genere, e benché ci siano molte fonti di informazione sugli ormoni, le operazioni chirurgiche e i loro rischi, ci sono pochissime informazioni su come prenderci cura dei nostri corpi secondo un approccio olistico. Questo opuscolo si occupa di questo, prendendo in considerazione i diversi processi che attraversiamo in quanto persone trans, e come prenderci cura del corpo grazie alle erbe e all’alimentazione naturale in questi processi – dalla questione degli ormoni a quella della fasciatura, per arrivare all’elettrolisi e alle operazioni chirurgiche.

Raccolta di scritti femministi sulla gestione autoritaria della pandemia

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A partire da una discussione sull’imposizione del green pass tra compagn* antiautoritari* donne, lesbiche, persone non binarie, siamo giunte inevitabilmente ad affrontare il rapporto tra i nostri corpi e la scienza positivista, di cui la medicina è uno dei principali prodotti, ritornato sempre più invasivo durante la gestione statale della pandemia…

È intelligente ma non si applica. Riflessioni sulla dislessia da una prospettiva lesbica, queer e transfemminista

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Tante cose vanno ancora decostruite per creare ambienti, spazi e comunità che siano comodi per tutt. Rendere visibili i privilegi e le oppressioni è un modo per farlo. Questo opuscolo nasce dall’esigenza di nominare e visibilizzare l’esperienza e i vissuti delle persone dislessiche. Per ora non ci è mai capitato tra le mani un opuscolo su questo argomento che fosse contestualizzato nei nostri ambienti culturali e sociali. Abbiamo pensato quindi di poter contribuire a iniziare una discussione su questi temi e aprire spazi di immaginazione per inventare nuovi modi di confrontarci, comunicare, parlare, scrivere.

Uccidi la coppia nella tua testa

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Sappiamo bene che ogni struttura contenitiva, ogni istituzione, ogni gabbia è un ostacolo al perseguimento del nostro desiderio di libertà, ma tendiamo spesso a forgiarci da solx le nostre stesse catene. Allora la lotta contro le istituzioni di reclusione, come le carceri, gli allevamenti, gli istituti psichiatrici, la famiglia, la religione, lo scientismo, i centri di detenzione per migranti, con le loro rispettive ideologie, dovrebbe includere anche una riflessione sulle nostre relazioni e sulle strutture che servono a contenere la fluidità del nostro desiderio per incanalarlo in forme produttive e intelligibili, portandoci a negoziare misure di austerità per fare fronte alla scarsità di affetto, amore, intimità, supporto emotivo che regna nel nostro mondo di relazioni. Il testo che segue offre spunti di riflessione importanti sui limiti del modello “coppia” e su come le nostre relazioni sentimentali, sessuali e affettive interagiscano con la nostra rete più estesa di amicizie, complicità e affinità in un contesto di lotta al sistema, per puntare alla creazione di una diversa ecologia delle relazioni.

Lavoro sessuale tra capitalismo, stato e patriarcato. Forme di repressione e pratiche di ribellione

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La scrittura di questo opuscolo nasce dalla necessità di colmare la mancanza di materiale, riflessioni, e traduzioni in lingua italiana che affrontino il tema del lavoro sessuale da un punto di vista anarchico e non riformista/legalitario. Questo testo vuole essere da un lato una critica al sistema etero-cis-patriarcale, razzista, classista, capitalista che produce e perpetua le diverse forme di oppressione, repressione e stigma nei confronti di chi per diverse motivazioni pratica lavoro sessuale, e dall’altro una manifestazione di solidarietà verso le/x sex worker che a fronte delle logiche del dominio che le/x vorrebbe vittime passive, reagiscono e agiscono anche violentemente a esse, individualmente o in gruppo: superando i confini creati e imposti dalle politiche migratorie, ribellandosi al controllo di sbirri, militari e istituzioni, rapinando i clienti e organizzandosi per resistere.

Transmisoginia: chi vince?

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E’ difficile riconoscere che l’assegnazione e la categorizzazione sono processi che gli uomini hanno creato per rendere il mondo intelligibile. Se decidiamo che esistono solo due categorie, allora è più semplice organizzare il mondo e attribuire a ciascuna categoria sentimenti, emozioni e modi di essere. E questi sono quello che etichettiamo come “genere”. Per il modo in cui organizza le nostre esistenze, il genere può avere conseguenze di vita o di morte. Si pensi ad esempio a come vengono tenute d’occhio le persone che non si adeguano e conformano al sesso che è stato loro assegnato. Donne mascoline. Uomini effeminati. Uomini e donne transgender, persone dal genere non binario, persone non conformi al genere. La gente muore ogni giorno perchè sfida, sovverte e minaccia il copione della dualità di genere. E quando le femministe adottano una comprensione binaria del genere e l’idea ontologica che la biologia sia un destino, mettono a rischio le donne transessuali. Stabilire una relazione ostile tra donne transessuali e cissessuali è solamente una distrazione dalla possibilità di identificare le cause alla base dei meccanismi sociali che mettono a rischio la vita di tutte le donne. Chi vince questa partita? Quali vite sono in gioco mentre si pensa a dividere le donne vere da quelle finte?

Craving for a reason. Requiem ribelle per Valerie Solanas

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Una storia a fumetti ispirata alla vita ribelle di Valerie Solanas.

“In che modo Solanas era sovversiva, oltreché pazza? Quali erano le sue rivendicazioni anormali? Nel suo SCUM Manifesto (letteralmente Manifesto Feccia) sognava un esercito dei margini pronto a procedere in maniera svelta e spedita oltre ciò che la società che conosciamo ha da offrire: un esercito femminile, composto da donne irriverenti e radicali e da uomini trasformatisi oltre i confini della mascolinità, letteralmente femministizzati. Un esercito di tutte quelle soggettività estreme ma acute e caparbie che costituivano la feccia del bel pensiero”.